VALPOLCEVERA: MURTA, PAESE DELLE ZUCCHE

Un sabato di autentico buon umore: qualche ora trascorsa a Murta, piccolo borgo della Valpolcevera, noto ormai tra i genovesi per la sua annuale Mostra della Zucca che si tiene nel mese di novembre.

Se dichiaro che ero in compagnia di una mia amica aggiungo verosimiglianza alla narrazione? Boh, non so. Comunque l’amica Elisabetta c’era, di ritorno da un lungo periodo in Cile, cosa che le ha fatto apprezzare ancora di più questa scappata fuori porta.

Appuntamento alla stazione Brignole poco dopo le 12.00, mezz’oretta di treno e poi il piccolo bus 74 che ci attende con i motori già accesi davanti alla stazione di Genova Bolzaneto. Chiaccheriamo un pò di tutto e ci facciamo riconoscere pure a Murta; ma vi risparmio le foto più imbarazzanti, quelle le ho già divulgate su whatsapp.

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Murta è sulle alture della bassa Valpolcevera, qualche tornante da Bolzaneto e si è arrivati. La strada stretta e tortuosa s’intreccia con la tipica mattonata pedonale. Il percorso, quasi a spirale, concede a tratti ampie vedute sulla valle e, lato mare, sul suo passato industriale. Mentre saliamo le palazzine cedono il passo ad abitazioni più caratteristiche; passiamo in rassegna le casette e le ville più signorili, testimonianza di un tempo in cui venire qui significava, per i genovesi più agiati, trasferirsi qualche mese in campagna. Tutto intorno il paesaggio collinare dell’entroterra genovese, vegetazione e colori autunnali. Sulle cime in lontananza riesco a scorgere i forti e, giunti nel borgo, persino il Santuario della Guardia.

Per quanto Murta sia frazione del Comune di Genova, siamo ormai in piena atmosfera di paese. E oggi il paese è in festa!

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Lasciamo la parte della mostra per un secondo momento; tiro Betta per un braccio oltre la chiesa, verso i punti di ristoro. Del resto sono le 13.30.

Ravioli di zucca, quelli dolci, con burro e salvia e tagliolini impastati con la zucca conditi al sugo di funghi. Poi baracchino della polenta dove non disdegniamo di scofanarci una porzione in due, così… in piedi, senza tante formalità.

Nella chiesa dedicata a San Martino di Tours, fra i crocifissi processionali esposti, tipici della tradizione ligure e basso-piemontese, il parroco ci dà appuntamento al 24 dicembre per la processione del presepe vivente che si svolge ogni due anni.

Torniamo all’area della mostra vera e propria. Innanzitutto, il locale coperto con i prodotti in vendita: sulla destra una gioia per gli occhi, il bancone delle zucche decorative. A seguire, in senso antiorario, grappa, torte, dolcetti e marmellate, tutti rigorosamente alla zucca. Tovaglie, tovagliette e altri manufatti; tema dominante? Vi lascio indovinare.

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Ed eccoci nell’area espositiva, all’ingresso il volontario ci appiccica addosso l’adesivo “I love Murta” e siamo già fra zucche di ogni sorta: mastodontiche zucche arancioni, zucche verdi a forma di bottiglia, zucche chiare e lunghe appese come prosciutti, zucche buffe, incantevoli composizioni floreali e di cultura contadina. I partecipanti sono invitati a esprimere un voto sull’apposita scheda.

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Neanche qui mancano le occasioni per appagare le papille gustative. Non possiamo tirarci indietro. Castagnaccio e caldarroste giusto per pulire il palato… Poi le geniali frittelle dolci o salate (cioè ti spiego… se ci metti il sale sono salate, se le vuoi dolci ci metti lo zucchero). Al centro la postazione della torta di zucca, trasportata calda in quantità industriali direttamente dalla cucina, insieme alle teglie di dolcetti.

Murta-zucche-appeseMurta-torte-zuccaAh, un’opportunità assolutamente degna di nota è lo stand dei vini. Una rappresentanza di sommelier liguri propone, descrivendo e offrendo a tutti, un assaggio di cinque vini della Valpolcevera; che peraltro credo sia l’unica zona di produzione DOC dell’intero territorio genovese. Tra gli altri la tradizionale Bianchetta, vino da tavola (bianco, ça va sans dire), uno spumante e un inaspettato passito. Betta, la cui spontaneità talvolta temo possa essere fraintesa, offre agli assaggiatori professionisti un po’ delle nostre frittelle. Io penso che loro sono lì tutto il giorno per due weekend, ne avranno fin sopra i capelli di frittelle e di zucca… e poi cosa sono queste confidenze?

Prevedibilmente, fanno i complimenti e Betta controbatte: ma sono calde! Loro cedono. Aveva ragione lei: un po’ di fratellanza ogni tanto!

zucchecomposizioneSenza illuderci di smaltire alcunché, scendiamo verso Bolzaneto tramite la creuza. Tornati in stazione, il tempo d’attesa è di 20 minuti.
Potremmo prendere l’autobus ma il treno è così comodo… Abbiamo il tempo per un caffè? Andiamo a cercare un bar che si rispetti però! Pochi passi per Bolzaneto e troviamo un piccolo e accogliente caffè. La piazza è dominata da un edificio liberty, una composta eleganza d’epoca. Da un lato riporta ancora la scritta “Scuola Comunale Femminile”. Mi ricorda un altro mirabile esempio di scuola in stile liberty che si trova in questo settore di Genova, accanto al capolinea della metropolitana a Brin-Certosa, ma questa è un’altra storia…

Betta, ricordi quella volta che ti diedi appuntamento tassativo a Chiavari indicandoti persino l’ultimo treno per me ritenuto accettabile e tu arrivasti dopo, dicendo che eri in orario ma avevi perso il treno per colpa di un caffè? Sventolavi lo scontrino come prova… Ahaha – fa lei – questa non la ricordavo…

Ciao Murta e grazie! Se non ci vediamo prima, ci vediamo l’anno prossimo.

Davide Cheli

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