IL CARMINE. UN LUOGO D’ALTRI TEMPI

È un luogo antico e silenzioso, il Carmine: strano, poetico, surreale. È un luogo dell’altrove e d’altri tempi, che genera inusuali emozioni. Vuoi provare? È lì, a due passi dal centro, dietro la Chiesa della Nunziata, ed è qui, negli anni duemila, ma ti sembrerà impossibile. In modo repentino ti sentirai un visitatore che proviene da “fuori”, anche se vivi a Genova, approdato dalla vita reale a un palcoscenico vagamente fantasioso. Ti muoverai, forse incerto, fra vico dello Zucchero, vico del Cioccolatte e vico della Fragola senza essere in una fiaba, anche se potresti esserci. Benvenuto al Carmine.
Rimarrai quindi in silenzio, per non turbare il silenzio.

vico-dello-zucchero

L’udito godrà di suoni di solito nascosti: piccioni che tubano, fringuelli che gorgheggiano, voci di bambini che provengono da lontano (tutto vero) e il naso respirerà odore di polpettone e minestrone (tutto vero). Su mattonate e acciottolati ondeggianti e sconnessi arriverai nell’intima piazza della Giuggiola, prima di risalire alla Chiesa (quanto resta di un antico monastero cistercense), sfiorando muri dove affiorano chiavi murarie arrugginite di epoche più che remote ed edicole votive con Madonnine in bassorilievo (alcune ormai vuote) e, sotto queste, strane aperture che altro non erano che primitive buche delle offerte.

Chiesa

Molti gli inserti medievali e, all’ingresso dell’Olivella, un arco in bianco e nero con l’Agnus Dei. Alcune porte sono serrate da ragnatele indurite e alcune finestre hanno da sempre decorazioni natalizie che non marciscono. Alcuni accessori sfiziosi e moderni appaiono qua e là, insicuri e vergognosi (simpatica la girandola inglese e interessante la piastrella col gufo verde). C’è biancheria stesa ovunque, anche a fior di strada, ma non vedrai quasi nessuno in giro (oltre i bambini nell’oratorio la domenica). I vasi di piante abbondano ovunque. C’è aria di campagna, di quella di una volta. Incuriositi?

i-panni-stesi-al-Carmine

Ma il Carmine è more than this, lo scoprirete da soli.

Un-angolo-del-Carmine

Una  targa in piazza dell’Olivella (che vi propongo di seguito in alcune parti) è la voce che questo quartiere ha perso e che, forse, intende ritrovare:

…. Qui non arriva un decibel del frastuono di città, del traffico, delle gru del porto, nemmeno il vento riesce a infilarsi e i due ulivi della piazza controllano che tutto in qualche modo si mantenga, nonostante questo sia un luogo di partenze. Da qui non partirono soltanto le monache; negli anni se ne sono andati anche gli artigiani che tenevano le loro botteghe sulla salita di Carbonara e i vicoli a contorno, i vicoli dalla toponomastica gentile dell’Olivella, dello Zucchero, del Cioccolatte, della Fragola e della Giuggiola. Se ne sono andati gli intellettuali, barricadieri (o non più barricadieri), osti e farinotti, attori, musicisti, comici, ballerini di tango, poeti, marinai, architetti, equilibristi, famiglie spaiate, famiglie curiose, famiglie numerose. Se n’è andato Don Gallo che intendeva a modo suo il mestiere di curato … Se n’è andato il gestore del cinema che dentro l’oratorio cistercense girava le sue pellicole di western e commedie all’italiana …. Se n’è andato pure Giuliocalzino, il gatto della Lella, che passava le giornate sulla panchina sotto agli ulivi …. Questo è un luogo di partenze silenziose perché le partenze fanno male al cuore, che si lasci per avventura o per disperazione. Ma, ancor più silenziosi (perché incerti, perché stranieri) sono gli arrivi, che pure si susseguono e che trovano tra questi vecchi muri il senso proprio del loro andare: anime sole, anime accoppiate, magari assortite, intrecciate, riprodotte, anime incredule, anime vaganti che cercano un luogo proprio dove riconoscersi. Piazza San Bartolomeo dell’Olivella, o piazza dell’Olivella, o piazza Rossa, o come dir si voglia, è anche una piazza magica. Da anni, per sogno o per incanto, senza cartelli o grida di ogni sorta, senza qualcuno che ordini o disponga, quando il tempo lo consente, s’affolla d’una umanità imprevista di cui nessuno saprebbe ricostruire nel dettaglio i motivi o i richiami che li hanno fatti uscire dalla propria casa ….

Genova è anche questo.

Autore: Paola Farah Giorgi

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