IL SANTUARIO DEL MAR LIGURE

Oggi a Genova è una bellissima giornata!
Il sole splende, il mare è calmo e noi stiamo per imbarcarci per la più emozionante delle escursioni: il whale whatching.
Le mie amiche, ma soprattutto la piccola Alice, non stanno più nella pelle:la speranza,naturalmente, è di riuscire ad avvistare i cetacei che stanzialmente o stagionalmente abitano il nostro mar Ligure.
La nostra regione è infatti interamente inclusa in quello che viene definito Santuario Pelagos, o santuario dei mammiferi marini, un vasto tratto di mare compreso fra la Costa Azzurra, la Toscana e la Corsica, diventato nel 2001 area internazionale protetta.

A bordo, il biologo ci racconta che cos’ha di tanto speciale questo tratto di mare e quali specie avremo la possibilità di incontrare; il santuario è uno degli ambienti più produttivi e ricchi del mediterraneo proprio per la  grande quantità di nutrienti  che favorisce la vita di ben 8 specie di cetacei: stenelle, tursiopi, delfini comuni ,zifi, globicefali, grampi, capodogli e balenottere!

Alcune delle specie che il biologo ci illustra ci sono familiari: i tursiopi e le stenelle, infatti, sono quelli che abitualmente chiamiamo “delfini” , pur essendo  questo un termine molto generico, che include tante specie diverse. Anche i più rari zifi, grampi e globicefali appartengono a questo gruppo, ma il meno diffuso in assoluto è-a dispetto del nome -il delfino comune, la cui presenza è sensibilmente diminuita negli ultimi decenni.
Con un po’ di pazienza e di attenzione vedremo gli animali nel loro ambiente naturale e, una volta tanto, saremo noi gli “ospiti in gabbia”, per cui andrà osservato il più assoluto silenzio e rispetto verso le forme di vita che, curiosamente, si avvicineranno a noi.
E, ovviamente, ci vorrà anche un po’ di fortuna!

globicefali-2-foto-di-daniela-corriga

Poco dopo aver lasciato il porto antico, la motonave già punta verso il mare aperto per raggiungere quelle zone in cui la profondità sia  abbastanza elevata – almeno 100-200 metri -da garantire il giusto apporto di sostanze nutritive che alimentano tutta la catena alimentare del plancton, di cui balene e delfini sono ghiotti!
Ma iniziamo la nostra osservazione: tutto attorno a  noi, ormai, vediamo solo mare…come potremo individuare qualcosa in questo spazio immenso? Bè, basta un po’ di organizzazione e un buon binocolo, strumento fondamentale! Gli osservatori di bordo-e noi con loro- si dividono l’orizzonte in “spicchi”,come le sezioni di un orologio, e ciascuno avrà il compito di monitorare attentamente quello spazio.
Ed è subito un susseguirsi di avvistamenti!
…. a ore 12!
..a ore 5..no, a ore 4…ed eccolo!!!

Un grandissimo gruppo di stenelle striate  ha deciso di giocare con la scia della nostra motonave, che per non disturbarle ha ridotto al minimo i motori.
Le stenelle sono le più piccole e anche le più diffuse trai delfini,agilissime e velocissime, formano grandi gruppi che, per nulla intimiditi, si avvicinano frequentemente alle imbarcazioni.
Le osserviamo per un po’ giocare, tra l’entusiasmo (silenzioso!) e le centinaia di foto del pubblico…Alice è letteralmente impazzita!!!Poi però le salutiamo, consapevoli che l’interazione tra noi e loro deve limitarsi e non essere mai invadente.

globicefalo-foto-di-daniela-corriga

La nostra navigazione continua, ed il biologo ne approfitta per raccontarci dei veri giganti del mare, la balenottera e il capodoglio, che tutti speriamo di incontrare.
Sono davvero dei giganti: la balenottera con i suoi 24 metri di lunghezza, è l’animale più grande del mediterraneo, otre che uno dei più grandi al mondo. Per avvistarla bisognerà prestare molta attenzione al suo soffio,alto e verticale, poiché la sua mole non le permette di certo di esibirsi in salti acrobatici!
Il capodoglio invece è un grande delfino (può superare i 15 metri!), nonostante le dimensioni lo accomunino spesso alle balene: i delfini infatti sono definiti odontoceti, ovvero provvisti di denti, mentre le balene sono misticeti, cioè dotati di grosse spazzole – i fanoni – che utilizzano per filtrare il plancton.

balenottera-foto-di-elena-scavone

La mia amica Daniela, anche lei biologa esperta di cetacei, ci spiega che il capodoglio si può individuare e riconoscere dal modo in cui si immerge, sollevando la grande coda e sparendo silenziosamente sott’acqua.
Trascorriamo il tempo scrutando l’orizzonte…
Ma forse .…a prua hanno avvistato qualcosa!
Uno spruzzo ?!
…..Si! !!!!
Molto molto alto e lontano!E’ una balenottera!!!Cerchiamo di avvicinarsi il più velocemente possibile, senza fare troppo rumore per non spaventarla.
Ci siamo quasi…ne possiamo già ammirare il possente dorso!
….ma dov’è andata???
Peccato, si è già inabissata!E con la sua lunghissima apnea starà sott’acqua anche più di mezz’ora, per mangiare o semplicemente spostarsi, lontano da sguardi indiscreti. Un po’ delusi, siamo comunque felici di essere stati così vicini a questo gigante buono e ci auguriamo che il nostro mare possa sempre di più essere luogo di pace per questi meravigliosi esseri!
E’ ormai tempo di rientrare , ancora emozionati per i nostri “ incontri ravvicinati”.
Il mare, un’altra volta, ci ha regalato un’esperienza indimenticabile.

Per tutte le informazioni vi rimandiamo alla consultazione dei seguenti siti:
www.golfoparadiso.it
www.liguriaviamare.it
(foto di copertina: Valerio Andreani)

Gabriella Corradino

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