INVASIONI DIGITALI

Dal 24 aprile al 3 maggio alcuni  luoghi della cultura di Genova, più precisamente il  Cimitero Monumentale di Staglieno, Palazzo Bianco e l’Acquedotto Storico, sono stati “invasi” da invasori assolutamente pacifici,  muniti di smartphone e macchina fotografica!

Qualcuno di voi si starà forse chiedendo in cosa consistono queste “invasioni”. Esaudisco subito la vostra curiosità. Blogger, persone attive sui social media ma anche semplici appassionati di arte e cultura si incontrano per  “invadere” musei, palazzi storici e altri  luoghi legati alla cultura, e  promuoverli attraverso il web  e i vari canali social ( twitter, facebook, instagram, blog ecc.)

Mercoledì mattina ricevo  la telefonata di Sabrina che mi ricorda che nel pomeriggio ci sarà l’Invasione digitale di Palazzo Bianco: “Io pensavo di andarci, tu che ne dici? Vieni?” La mia risposta è immediata: “Sì, certo! Non ho mai partecipato e  questa mi sembra un’ ottima occasione.” L’appuntamento con Sabrina è davanti al museo dove aspettano anche tutti gli altri partecipanti. Dopo la foto di rito nell’atrio del palazzo l’invasione ha finalmente inizio!

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Il titolo dell’evento, organizzato da  Utopia Pirata , è  “Di dispensa in dispensa, perché il cibo è cultura”. Si parte dalla mostra “La Cucina Italiana. Cuoche a confronto”. La mostra, il cui tema è legato a Expo 2015-Nutrire il Pianeta, propone varie opere, alcune provenienti dalla galleria degli Uffizi di Firenze, ma l’elemento di maggiore attrazione  consiste nel confronto eccezionale tra le  due versioni de “La Cuoca” di Bernardo Strozzi: quella che normalmente si può ammirare a Palazzo Rosso e quella concessa in prestito dalla Galleria Nazionale di Edimburgo!

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Durante la visita  vengono  illustrate le opere in mostra e svelati interessanti aneddoti e curiosità. Tanto per citarne alcune, nelle sale della mostra è esposta un’opera in cui  viene rappresentata per la prima volta una cuciniera intenta a  grattugiare il “parmigiano”; poco oltre è  possibile ammirare una tela che ritrae  un’ altra cuoca circondata da pesci carne e frutta, ma guardando attentamente, o meglio zoomando a caccia di particolari, è possibile intravedere  sullo sfondo Gesù  Cristo in casa di Marta e Maria.

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Ma è soprattutto fotografando  le “cuoche” di Strozzi che  scorgo interessanti  particolarità! Nella versione di Edimburgo, ad esempio,  sono intravedibili sulla superficie della tela,  alcune tracce  di un calderone che originariamente l’artista aveva previsto e successivamente rimosso. Il calderone è invece ben visibile nella versione normalmente conservata a Palazzo Rosso.
Assolutamente da notare l’iconografia con precisi messaggi simbolici riferiti all’allegoria dei quattro elementi: i volatili alluderebbero all’aria, la grande brocca all’acqua, la figura femminile alla terra e il camino al fuoco.

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Mentre prendo nota degli  hashtag (#‎invasionidigitali‬ ‪#‎utopiainvade‬ #genovamorethanthis…)  da usare nei post  per rendere attiva e proficua la mia invasione, mi rendo conto che, con ogni probabilità, se non fossi stata spronata da questa appassionante avventura,  non avrei mai notato tutti questi  dettagli. E così ammiro, osservo, fotografo e ovviamente twitto, posto, aggiungo immagini su Instagram  nell’intento  di condividere la bellezza di questi autentici capolavori!

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Dopo il museo siamo pronti ad  “invadere” un altro luogo dove prendono forma altre meravigliose opere d’arte: la cucina! Al termine della visita alla mostra, infatti,  ci spostiamo nel ristorante ospitato all’interno di Palazzo della Meridiana per la dimostrazione della preparazione del Cappon Magro, una ricetta della tradizione genovese che unisce storia e cultura. Lo Chef ci  mostra  il procedimento e noi partecipanti oltre a documentare il tutto in tempo reale attraverso le foto e i post,  dobbiamo prestare la massima attenzione perché ad un certo punto … tocca a noi cimentarci nella prova!!

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Terminata la prova, decisamente insolita e coinvolgente, non resta che decretare “Invasione compiuta!”

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E’ stata un’esperienza fatta di racconti, immagini e visioni insolite; certo perché ognuno può catturare , documentare e quindi condividere  con il proprio occhio e la propria sensibilità la stessa cosa e renderla allo stesso tempo unica e diversa.

Appuntamento alla prossima Invasione Digitale!

Michela Dibiasi

Per ulteriori info: www.invasionidigitali.itwww.utopiapirata.it

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