METTI UNA NOTTE AI MUSEI

Lo ammetto, non è stato facile! Ho impiegato quasi una settimana a convincere tutti; la partita da seguire in tv, la pizza con i compagni di classe a cui non si può proprio rinunciare. All’inizio sembrava tutto estremamente complicato, ma alla fine ogni tessera del puzzle si è incastrata al posto giusto e sabato 16 maggio, in compagnia di marito, nipote adolescente, cognata e cognato, ho vissuto una piacevolissima Notte dei Musei!

Per quei pochissimi che non ne fossero a conoscenza, la Notte dei Musei è una straordinaria iniziativa che si svolge in contemporanea in tutta Europa e che prevede l’apertura gratuita o a prezzi speciali e simbolici, di musei e spazi culturali in orario serale.
Lo scenario notturno sicuramente rappresenta il valore aggiunto, rende il tutto più suggestivo, più magico… Ecco, se proprio dovessi scegliere un aggettivo per descrivere la serata, la definirei magica! Era tutto perfetto, a partire dal clima gradevole , dalla tiepida aria primaverile, dal cielo sfumato di rosa che ha fatto da cornice al nostro ingresso a Palazzo Reale.

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La corte interna del Palazzo è particolarmente affascinante così illuminata! Soffermarsi nel giardino è quasi d’obbligo! Il risseau che circonda il laghetto mi pare più bello del solito, le aiuole fiorite di rosso, le palme, la Lanterna sullo sfondo…Ma ritorniamo verso l’ingresso, c’è ancora tanto da vedere.
Gli interni di questa elegante dimora patrizia lasciano senza parole! Le volte affrescate, gli stucchi, le sculture, gli arredi, i dipinti … Ogni particolare merita di essere osservato, ammirato e, per quanto mi riguarda, fotografato…Non è di certo la mia prima volta a Palazzo Reale, ma come si fa a resistere? Come non immortalare quella sala, quel lampadario …

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Di certo non sono la sola! Me ne rendo conto soprattutto quando entriamo nella Galleria degli Specchi! Non appena ne varchiamo la soglia diveniamo anche noi artefici di un’esclamazione corale di meraviglia, immediatamente seguita dai ripetuti click di macchine fotografiche e smartphone!

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Siamo in ritardo sulla tabella di marcia e mi rendo conto che purtroppo dovremo rinunciare ad alcune tappe che avevo messo in programma. Raggiungiamo velocemente Palazzo Spinola di Pellicceria, sede della Galleria Nazionale della Liguria. C’è tantissima gente! Tanti sono giovanissimi e molti sono turisti. E’ sempre un piacere constatare come i ragazzi non siano insensibili all’arte e alla cultura. Al contrario sembrano particolarmente coinvolti e interessati, desiderosi di documentarsi, di saperne di più. Sbircio sui loro smartphone e sui loro tablet e li scorgo intenti a twittare il racconto della loro “Notte dei Musei” genovese.

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Il percorso museale del Palazzo è ricco di pregiati capolavori appartenenti ai maggiori artisti genovesi, fiamminghi ed europei. C’è anche una delle mie opere preferite: L’ Ecce Homo di Antonello da Messina! Sarebbe un peccato non dedicargli almeno uno scatto!

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Anche in questo caso gli arredi, le decorazioni riescono a catturare la nostra attenzione, in particolare ci soffermiamo ad ammirare la raffinata Galleria degli Specchi, senza tralasciare la collezione di ceramiche, la riproduzione dell’antica cucina del palazzo, la sezione dedicata ai tessuti antichi, dove non poteva di certo mancare il mitico Blu di Genova, il celebre Blu Jeans.

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La serata sta volgendo al termine. Ci rimane appena il tempo per una veloce visita alla splendida Galleria Dorata di Palazzo Tobia Palallavicino, sede della Camera di Commercio.

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Ci avviamo verso casa con gli occhi ancora colmi di bellezza e meraviglia. Discutiamo di quanto la nostra mente e il nostro spirito abbiano un costante bisogno di splendore e di un sano stupore. Mi tornano in mente quei ragazzi intenti ad affidare ai social il resoconto della loro serata al museo e decido di emularli. Posto le mie foto su Facebook e racconto su Twitter la magia della #Nottedeimusei a #Genova. Non lo faccio per mania di protagonismo, ma perché spero che qualcuno si fermi ad osservarle e magari a ritwittarle, a condividerle con chi quella notte non c’era.
Lo faccio perché sono convinta che in un’epoca in cui tutto procede così velocemente da diventare obsoleto prima ancora di comparire, l’arte rappresenti uno dei pochi punti fermi capaci di sancire il nostro legame con il passato, pur accompagnandoci nel futuro e mantenendoci vivi nel presente. Un presente che va “vissuto” anche attraverso le emozioni dell’arte, anche a Genova, dove le opere e i tesori da scoprire di certo non mancano.

Sabrina Casu18

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