THIS IS SUQ

Scialla!
È una tipica affermazione giovanile romana ad accoglierci al Suq festival allestito al Porto Antico. Ma come? Non era un luogo dedicato alle altre sponde del Mediterraneo, alle culture del mondo?

Ebbene sì, perché Scialla è la  canzone più celebre del rapper italo egiziano Amir Issaa che al Suq di Genova si è esibito sabato sera, nel primo concerto della manifestazione. Un nome decisamente arabo, uno stile musicale nato negli Stati Uniti, un linguaggio che più italiano non si può.  Non per nulla, prima del concerto, Issaa ha partecipato alla presentazione del libro di Francesca Caferri intitolato “Non chiamatemi straniero” e incentrato sulle storie di tanti giovani italiani di origine straniera appartenenti alla cosiddetta seconda generazione.  This is Suq.

Il luogo è suggestivo:  la grande tensostruttura bianca della piazza delle Feste racchiude un chiassoso microcosmo denso di persone, colori, suoni, profumi. Dietro le paratie di legno dipinto si alternano le varie bancarelle: chi scodella riso, chi versa tè fumante, qui una pila di stoffe colorate, là un banco di ceramiche. Un’allegra (con)fusione. Passo dopo passo, i nostri sensi si trovano tutti impegnati: mentre continua la musica di sottofondo un po’ coperta dal vociare, i profumi si alternano l’uno dopo l’altro, dalle spezie alla menta, alla frutta secca dei dolcetti, il tutto circondato dai colori delle stoffe, degli oggettini di artigianato, dei volti. Anche il gusto ha il suo da fare: Marta vicino a me sorseggia un succo di mango, Davide si sta bruciando la lingua con un tè alla menta bollente, Luca nel giro di pochi minuti ingurgita un baklava alle noci e un dolce al cucchiaio colombiano con ananas e mela. This is Suq.
D’altra parte – si sa – la cucina ed il cibo sono un grande veicolo di conoscenza e di riconoscimento reciproco. Quest’anno pare siano 13 le diverse culture gastronomiche rappresentate qui, dalla Liguria all’Uruguay, dal Ghana alla Tunisia.

Cucina e musica, bancarelle e teatro, laboratori e libri: una formula di indubbio successo, un appuntamento diventato tradizionale per i genovesi e non solo, fin dalle prime edizioni alla loggia dei Mercanti  di piazza Banchi, il Suq è arrivato quest’anno alla diciassettesima edizione e si propone, ancora una volta, come simbolo del dialogo tra genti e culture.
Culture che, da allora ad oggi, sono diventate sempre più presenti nelle strade delle nostre città, tra i banchi di scuola, nei nostri condomini. Ma se diciassette anni fa  guardavamo con curiosità i primi batik, ed ora ci è ormai familiare mangiare cous cous e tzatziki,  il Suq continua ad attirarci perché è come un piccolo angolo di mondo affacciato sul mare e ci fa venire voglia di viaggiare e scoprire. Perché abbiamo ancora – e sempre più – bisogno di guardarci negli occhi e riconoscerci a vicenda. This is Suq.

Il “Suq festival – teatro del dialogo” è a Genova, area Porto Antico fino al 24 giugno 2015.
Per informazioni www.visitgenoa.it/it/evento/suq-festival-2015-teatro-del-dialogo

Francesca Quartini

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