LA BELLEZZA INVISIBILE

I Rolli Days hanno normalmente grande successo.

Dare la possibilità a persone con disabilità psicosensoriali di accedervi con le dovute attenzioni è una scelta del Comune che ho accolto con grande piacere e spero possa prevedere nuovi appuntamenti.

La visita di sabato 28 maggio, organizzata da Lidia Schichter e che ha visto la partecipazione di 30 persone, era dedicata ai non vedenti.

Visitare un luogo ampio e stratificato come via Garibaldi ha avuto un valore multiplo.

E’ una via dove tutti anche i non vedenti sono passati più volte riconoscendola come via pedonale quindi semplicemente più silenziosa. Poter capire quanto sia bella e preziosa è stata per noi un’occasione unica.

Il modellino posizionato a Palazzo Rosso diventa punto fondamentale per creare un’immaginazione visiva dell’insieme e dei rapporti che esistono tra i Palazzi e gli spazi retrostanti. Numerose città e luoghi d’arte prevedono modelli da porre in esterno proprio per l’importanza della visione d’insieme di qualsiasi opera d’arte o costruzione che per le sue dimensioni non possa essere disegnata nel pensiero grazie al tatto.

Poter salire al giardino archeologico e capire quanto lo spazio sia in alto proprio percorrendo la ripida Salita San Francesco ed entrare poi nello spazio della Chiesa che non esiste più ma che nell’immaginario di chi non vede riesce a rinascere è fondamentale. Tutto per chi non ha la vista non esiste se non attraverso le parole e l’aiuto delle mani. Quindi noi siamo stati in quella chiesa camminando tra le navate. Forse qualche vedente non se n’è accorto.

Poter abbracciare il glicine secolare è stato una magia così come toccare le colonne incastonate nel palazzo e sentire poi il vuoto davanti a noi che ci proiettava sui giardini sottostanti e incontro a Palazzo Rosso da dove arrivavamo.

Altrettanto importante per la costruzione mentale degli strati urbanistici è stato scendere attraverso Tursi e risalire attraverso le ripide scale di Palazzo Nicolosio Lomellino al ballatoio e poi al giardino incontrando su più livelli il Ninfeo, ascoltando l’acqua, riconoscendo i fiori, toccando Adone (!). E scoprendo avvicinandoci alla ringhiera con il rumore del traffico che sale che lì sotto c’è Portello da dove ora alzando lo sguardo potranno immaginare sopra la galleria uno spazio verde e il Minareto.

Ultima immagine nel disegno sognato è stato entrare a Palazzo Tobia Pallavicino. Poter toccare la Madonna col Bambino di Pierre Puget con le sue dolcissime forme e farsi avvolgere dalle luci dorate di specchi e stucchi che abbiamo potuto sfiorare con le nostre dita è stato il finale più suggestivo che questa giornata potesse regalarci.

Lungo tutto il percorso abbiamo avuto mappe tattili cartacee realizzate con la preziosa collaborazione dell’Arch. Beatrice De Bernardi e i fermi immagine (emozionali) di Maria Passano mie collaboratrici e amiche.

Si ringrazia in modo particolare la direzione e lo staff di Palazzo Lomellino e in modo speciale la Dott.ssa Elena Manara di Palazzo Tobia Pallavicino (Camera di Commercio).

Lidia Schichter

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