VESTIRE LA VITA: I COSTUMI DELLO STABILE

Genova da sempre vanta una tradizione teatrale di assoluto prestigio. L’offerta in tale campo rappresenta una vera eccellenza della città e si articola attraverso una programmazione ricca e variegata, che prende vita all’interno dei numerosi teatri situati nel territorio cittadino.

Tra questi si distingue il Teatro Stabile di Genova, uno dei più importanti teatri pubblici italiani, grande artefice e rappresentante a livello nazionale e internazionale, della cultura prodotta a Genova.

Fondato nel 1951, lo Stabile festeggia proprio in questi giorni il sessantacinquesimo anniversario. Un traguardo alquanto significativo, salutato da un fitto calendario di eventi che avranno luogo dal 17 al 22 ottobre (per il programma completo clicca qui).

Tra gli appuntamenti da non perdere, la mostra “Vestire la Vita”, allestita presso La Rinascente. Le vetrine dell’elegante negozio, dal 17 ottobre ospitano ben 26 costumi di scena provenienti direttamente dallo Stabile e destinati a trasformarsi in protagonisti di un racconto emozionante e suggestivo. Un racconto che conduce lo spettatore in un viaggio meraviglioso attraverso il tempo, la cultura e la storia del celebre teatro genovese, dai primi anni 60 ai giorni nostri.

Costume indossato da Mariangela Melato in Tango Barbaro

Prima della mostra, ho il privilegio di ascoltare la testimonianza della capo sarta, Mariangela Cerruti, il cui ruolo è stato determinante nelle fasi di recupero e preparazione dei costumi, e di vedere in anteprima alcuni dei meravigliosi abiti di scena.

Quanto splendore! Quanta perfezione! Rimango immediatamente colpita dalla foggia e dai colori delle stoffe, dall’accuratezza di ogni singolo dettaglio. Il pensiero che quei capi siano stati indossati dai più celebri e talentuosi attori teatrali mi affascina ed emoziona.

I Costumi del Teatro Stabile in mostra a La Rinascente

Dietro a ogni abito si cela una storia, un aneddoto, una curiosità. Dalle parole della signora Cerruti, apprendo che tra gli indumenti più prestigiosi e datati, figura quello indossato da Alberto Lionello in “I due gemelli veneziani”(regia di Luigi Squarzina) risalente ai primi anni 60. Il costume più recente, invece, è quello utilizzato da Tullio Solenghi in “Il Tartufo”(Regia di Marco Sciaccaluga). Tra i più insoliti e particolari quello confezionato per Mariangela Melato, che in “Tango Barbaro” recitò il ruolo di Raulito (regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani).

Costume indossato da Alberto Lionello in I due gemelli veneziani

Non possono mancare i vestiti di scena del grande Eros Pagni, di Laura Morante, Elisabetta Gardini  e tanti altri ancora. Accanto agli abiti alcune suggestive maschere teatrali.

Particolare costume Alessandro Maggi L' amore delle tre melarance regia Benno Besson costumi Ezio Toffolutti

Osservando i capi esposti intuisco immediatamente come la loro bellezza vada ben oltre l’apparenza. Tra le pieghe, le rifiniture e la trama dei tessuti, sembra di scorgere una patina invisibile, che a poco a poco lascia affiorare ricordi, e sensazioni provenienti dal passato. Più li osservo e più ho l’impressione di percepire il fragore degli applausi tributati da platee vivaci ed entusiaste, di cogliere le emozioni disegnate sul volto degli attori, che con quegli abiti sulla pelle hanno interpretato parti magistrali e scritto pagine preziose della storia del teatro.

Particolare costume indossato da Mariangela Melato in Tango Barbaro regia Ferdinando Bruni e Elio De Capitani.

Oltre a possedere un sorprendente potere evocativo, i costumi storici lasciano immediatamente trasparire l’estro e la maestria di chi li ha ideati e concepiti. La loro progettazione e realizzazione è il frutto di un’attività complessa e di grande pregio, capace di dar vita ad autentiche opere d’arte, che accendono i riflettori sul lavoro attento e instancabile delle sarte ed ovviamente dei costumisti. Personalità di grande rilievo, vere e proprie eccellenze,  che nel corso degli anni  si sono avvicendate  dietro le quinte dello Stabile.

i costumi dello Stabile in mostra presso La Rinascente dal 17 al 22 ottobre

La collocazione di questi capolavori in una realtà così nota e visibile come La Rinascente, ne rende possibile la fruizione da parte di cittadini e turisti in modo semplice e immediato, lasciando intendere come il racconto dei 65 anni dello Stabile, articolato tra passato, presente e futuro, rappresenti un elemento trainante per la cultura dell’intera città. Un evento da vivere e condividere con la città stessa, che sottolinea la straordinaria vocazione teatrale della Superba.

Buon Compleanno Teatro Stabile!

Sabrina Casu.

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