Natale a Genova: 25 cose da scoprire

25 caselle. Da aprire una al giorno. 25 appuntamenti con la meraviglia del Natale… Sarebbe stato il suo omaggio alle persone che, da ogni parte del mondo, venivano a farle visita. Dedicò le domeniche ai piatti della tradizione, i lunedì ai luoghi più suggestivi, riempì i giorni restanti con appuntamenti da non perdere, favolose creazioni nate dall’abilità artigiana della sua gente, palazzi patrimonio Unesco, ghirlande d’alloro, mercatini e antichi presepi. Ogni scelta portava con sé un pezzettino della sua autenticità. Come un calendario dell’avvento di rara eccezionalità, Genova si vestì a festa e attese trepidante il primo giorno di dicembre… “Sarà un magico Denâ” – pensò.

Natale a GenovaFinalmente arrivò il 1° dicembre, un giovedì. Il regalo di inizio mese fu Via Garibaldi. Via tra le più belle e significative, non solo di Genova, ma del mondo intero. Dritta, sontuosa, di gusto rinascimentale. Impreziosita da quei palazzi gioiello. Uno spettacolo per gli occhi.

via_garibaldiIl 2 dicembre il viaggio nell’architettura proseguì con il Santuario della Madonnetta. Un luogo di rara bellezza dove ancora oggi è possibile ammirare il Presepe genovese con le statuine del ‘600 e del ‘700, inserite in una Genova fatta di luoghi e scorci antichi. Aprendo la casella Genova invitò tutti a raggiungere il Santuario che, sornione, sonnecchiava da secoli sulla cima dell’omonima creuza. “Potreste prendere la funicolare Zecca – suggerì – volereste sui tetti come gabbiani”.

 Presepe della Madonnetta

Giunse sabato 3 dicembre. Quel giorno Genova pensò di far visita al mare. Così, mise nella casella tutte le meraviglie del Porto Antico. L’Acquario, divertente e rinnovato. Il Galata Museo del Mare con i suoi 10mila metri quadri di spazi espositivi. La città dei bambini e dei ragazzi. L’Ascensore panoramico Bigo dove ammirare la città da un punto di vista unico! E per finire in bellezza, la Pista di pattinaggio su ghiaccio con vista mare.img_8242

La domenica sarebbe stata dedicata al cibo della tradizione. Il 4 dicembre Genova regalò a tutti la ricetta del Cappon Magro. L’acquolina non tardò ad arrivare. Di origine popolare, l’antico piatto a base di pesce e verdure è un pasto completo e nutriente che veniva consumato da pescatori e servitù. Oggi è una pietanza molto ricercata che colora le tavole genovesi principalmente nei giorni di Natale e Capodanno.   

CapponmagroIl 5 dicembre fu la volta di Via XX Settembre. Il luogo perfetto per i regali di Natale e per lo shopping. Genova amava quella strada fatta di portici e vetrine, piena di persone cariche di pacchetti.

via-xx-settembreE dopo gli acquisti arrivò il 6 dicembre. Aprendo la casella i viaggiatori si ritrovarono a tu per tu con l’incantevole atmosfera dei presepi della tradizione. Antichi, preziosi, frutto del sapiente lavoro di artigiani sopraffini. I genovesi riuscivano a creare dei capolavori del dettaglio. Statuine ricche di particolari, angoli illuminati da luci soffuse. Ogni presepe era un magico universo dove perdersi con la fantasia.

Presepe Museo Luxoro - NerviMercoledì 7 dicembre la Superba condivise una tradizione, quella dell’alloro. Girando per la città molti si erano accorti che negozi e creuze erano adorni di rami riccamente decorati. Ma perché l’alloro? “Dovete sapere – spiegò Genova – che quando la tradizione tipicamente nordica dell’abete natalizio ancora non era arrivata fin qui, i genovesi addobbavano giganteschi rami d’alloro, simbolo di pace e prosperità, con fiocchi, mandarini, fichi secchi e ornamenti di vario tipo. Ancora oggi molti negozianti portano avanti la tradizione abbellendo così l’ingresso delle proprie botteghe”.

Addobbi con alloroL’8 dicembre tutti in Piazza De Ferrari per l’accensione dell’albero di Natale!

genova_albero-natale-img_6563È da qui, dal cuore della città, che le festività natalizie hanno il loro inizio più fastoso con canti e balli folkloristici. Una cornice davvero unica.

Dopo i festeggiamenti, il 9 dicembre fecero il loro sontuoso ingresso i Palazzi dei Rolli patrimonio dell’umanità. Genova conosceva la ricchezza di quelle dimore eleganti, il loro pregio architettonico e voleva condividerle con il mondo intero. Aprì le sale del primo della lista e un “Ohhhh” di stupore echeggiò fra i presenti.la-sala-dorata-palazzo-carrega-cataldi

Il 10 dicembre la casella fu dedicata a un’icona, la Lanterna. Quel faro nella notte, il più alto del Mediterraneo con i suoi 76 metri, sapeva affascinare con garbo. Da secoli la Lanterna vegliava sui marinai che ogni sera prendevano il largo. Come una sorella, Genova ne amava profondamente la fierezza, l’integrità.

ligthouse_nL’11 dicembre un profumo squisito giunse di primo mattino. Genova, infatti, aveva deciso di regalare la Sacripantina. Una nuvola di dolcezza dal cuore ricco di sorprese. Così, fra pan di spagna, creme al burro, rum e marsala, i fortunati degustatori non parlarono per un bel po’, intenti ad assaporare l’essenza di quella torta sorprendente.

sacripantinaIl lunedì fu accolto con gioia. Paghi delle precedenti sorprese, tutti attendevano con trepidazione le caselle che di lì a poco sarebbero state aperte. Il 12 dicembre fu come un rendez-vous. I visitatori si ritrovarono in Via Garibaldi (la prima casella) a scoprire i Musei di Strada Nuova patrimonio Unesco. Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e Palazzo Tursi erano tre dei più bei gioielli della rete dei Rolli. “Benvenuti” – disse Genova.Palazzo Rosso - Musei di Strada Nuova - Le stanze della Duchessa

Per il 13 dicembre Genova scelse un grande classico delle Feste, il Mercatino di San Nicola, in Piazza Piccapietra. “Vi divertirete – disse felice. – Ogni anno, per l’occasione, la piazza si trasforma in un piccolo borgo medievale, con gli artigiani in costume impegnati a mostrare gli antichi mestieri. Ceramisti, scultori, impagliatori, sellai e molti altri mastri sono lì intenti a creare prodotti artigianali unici il cui ricavato andrà ad aiutare alcune associazioni che fanno beneficienza”.

Mercatino di San NicolaIl 14 dicembre fu Porta Soprana e la sua storia. “Dovete sapere che nel 1155 i genovesi, temendo un attacco da parte di Federico Barbarossa, realizzarono un circuito di mura. L’ingresso principale, a levante, era Porta Soprana. Qui, ancora oggi potete ammirare le due alte torri che inquadrano l’accesso della porta e le due lapidi in latino commemorative dell’impresa” – spiegò Genova. Tra le frasi incise si legge: “Se porti pace ti è consentito di toccare queste porte, ma se cerchi guerra, te ne tornerai triste e vinto”. porta-soprana

Il 15 dicembre arrivò Palazzo Ducale, sede d’eccellenza di attività prestigiose. Un centro culturale in grande fermento. Mostre, eventi, tantissime iniziative trovavano dimora in quell’edificio ricco di storia. Un palazzo immenso, con i suoi 38.000 mq di superficie. palazzo ducale

Con il 16 dicembre il mare tornò protagonista insieme ad alcuni dei suoi gioielli più rari. In quella casella c’erano Boccadasse, Nervi, Pegli, Vernazzola, Quarto, Quinto, Sturla… e tanti altri piccoli borghi affacciati sul mare. Anche d’inverno quei posti sapevano incantare lo spirito.Boccadasse

Arrivò il 17 dicembre e con lui l’antica tradizione del Confeugo. La cerimonia è suggestiva, rievoca l’omaggio dell’Abate del Popolo al Doge con l’accensione del gran ceppo d’alloro e affascinanti coreografie in costume – spiegò Genova -. Oggi il Sindaco rappresenta il Doge di allora e l’Abate è impersonato dal presidente della Compagna”. L’appuntamento è l’ultimo sabato prima di Natale di ogni anno davanti al Palazzo Ducale.img_6921

Domenica 18 dicembre forchette e coltelli tintinnanti erano in attesa della nuova casella. Fu la Cima! Un tripudio di gusto e colore. E pensare che alcune dicerie attribuiscono la nascita di questo piatto alla tirchieria dei genovesi che, avrebbero risparmiato sulla carne riempiendola di ingredienti meno pregiati e costosi. Fatto sta che questo è uno dei piatti più ricchi della tradizione! Buonissimo.

cimaE dopo tanto gustare, il 19 dicembre fu perfetto per una passeggiata nel Centro storico medievale più grande d’Europa. Detentrice di questo primato, Genova era orgogliosa di quella rete di vicoli e antichi palazzi medievali racchiusi tra il mare e la signorilità di Strada Nuova. Intricato e infinito, il centro di Genova  nascondeva una moltitudine di angoli di raro fascino. “Non preoccupatevi – disse ai suoi ospiti – sarò io a guidarvi”.

centro storicoIl 20 dicembre Genova decise di fare una pausa dalla frenesia di quelle giornate incalzanti. Dall’euforia del Natale alle porte. Dalla quotidianità. Così portò tutti in un luogo di assoluta misticità… il cimitero monumentale di Staglieno. Che pace. Erano di fronte a un museo a cielo aperto. Intreccio strettissimo di monumenti, architetture, memorie storiche e natura. Quella casella regalò a tutti una parentesi di profondità.

Cimitero di Staglieno- L' angelo di Monteverde

Lunedì 21 dicembre la città omaggiò un grande personaggio, scopritore delle Americhe. Cristoforo Colombo! Che emozione poter vedere da vicino com’era la casa in cui visse in gioventù il temerario navigatore, pensarono. Il Natale acquistò così il fascino dell’avventura.

casa-colomboLa casella del 22 dicembre portò con sé atmosfere di rara autenticità. Che sorpresa quando Genova presentò le sue botteghe storiche. Luoghi magici, dove il tempo sembrava essersi fermato e potevi ritrovarti seduto a bere un caffè tra arredi della Belle Époque o a scegliere un cravatta circondato da tessuti di tradizione ottocentesca. Tra antiche barberie, pasticcerie, farmacie, macellerie e molto altro ancora l’arte dei mestieri fece fare a tutti un tuffo nel passato.

Botteghe storiche23 e 24 dicembre furono dedicati a un dolce sopraffino che poteva essere preparato in due versioni diverse. Per non scontentare nessuno, e perché infondo era ghiotta di entrambi, Genova presentò la ricetta del Pandolce. Basso il venerdì e alto il sabato. Stando alla leggenda – iniziò a raccontare – il pandolce sarebbe nato nel ‘500, quando il doge Andrea Doria bandì un concorso tra i maestri pasticceri di Genova per un dolce rappresentativo della città. A vincere, sempre secondo la leggenda, fu proprio il pandolce: nutriente, a lunga conservazione e adatto ai lunghi viaggi in mare”.Pandolce genovese

Denâ a Zena! Natale a Genova! Era il 25 dicembre. Raggiante, la Superba aprì le porte di tutte le chiese. Un tripudio di campane in festa echeggiò da Levante a Ponente. San Lorenzo, San Donato, San Matteo, San Siro, Santa Annunziata del Vastato, San Luca, la Chiesa del Gesù, Santa Maria di Castello e molte altre erano lì ad attenderli, in quella casella speciale. Stili e cornici diverse rendevano ciascuna di quelle sacre dimore un luogo unico. Bambini imbacuccati si affrettavano per mano alle loro mamme, anziane signore uscivano dai portoncini di quelle stradine intricate. Tutti alla messa. O quasi. Canti solenni, cose buone in forno, tavole apparecchiate. Che gioia. Che incanto. A Genova era Natale.

 

I commenti sono chiusi.