Unconventional visit. Andrea Gado spiega l’arte contemporanea ‘a modo suo’.

A cosa serve l’arte oggi? Da qualche tempo la domanda ricorre nei miei pensieri. E forse non a caso, negli ultimi tempi, mi è capitata l’occasione di partecipare a visite guidate che affrontavano proprio tale argomento. La cosiddetta arte contemporanea, croce e delizia dei non addetti ai lavori che partecipano con limitato coinvolgimento alla visione di esposizioni d’arte di epoche recenti. Per quanto mi riguarda, soffro del fatto di non avere i mezzi conoscitivi per leggere adeguatamente queste opere e alla fine le snobbo senza pensarci troppo.Dadamaino_Oggetto componibile

Recentemente a Genova la mostra di Warhol è ospitata da Palazzo Ducale e quindi i dubbi mi assalgono:  ‘perché non andarla a vedere?’, ’ma poi capirò qualcosa?’, ‘ma tanto sono cose già viste’… e via così in un turbinio di ovvietà da principiante. Visiti la mostra con una bravissima guida che, con una semplicità disarmante, ti immerge nel contesto dell’artista, et voilà, l’importanza di questo genialoide che opera ai limiti della norma prende forma sotto gli occhi e ti permette, a tratti, di guardare il mondo con uno sguardo diverso. Opera di Rocco Borella_ (cromema)

Appena qualche tempo dopo, ricevo un altro invito, questa volta da un amico, che propone una visita guidata ( ‘Croce & Delirio_Unconventional Visit ‘ – Visita a cura e con Andrea Gado)  a Villa Croce, mecca genovese dell’arte contemporanea e decido di parteciparvi. Ovviamente con la solita sana dose di scetticismo … ma io mi fido di lui! Mi affido alle sue doti di attore, mi faccio travolgere dalla sua ipnotica affabulazione e mi ritrovo un secolo d’arte condensato in quasi due ore di visita tra le opere della collezione permanente di Villa Croce, che poi praticamente è un happening, come già dichiarato a priori, è una ‘unconventional visit’, non convenzionale, quasi uno spettacolo.

Insomma entri con la perplessità che ti si legge negli occhi e, mano a mano che il racconto prende forma, lo sguardo si fa più interessato, a volte anche stupito di quanto cose non sai di sapere, e quasi come un’epifania, qualcuno te le fa notare e forse quelle stesse cose le avevi in un cassettino inconscio della mente, ma non avevi le doti di ragionarle ad alta voce, di farle, in qualche modo, tue. Persino la nostra guida ‘non convenzionale’ confessa di aver avuto all’inizio delle remore, nell’affrontare un argomento nel quale siamo praticamente immersi quotidianamente e che ormai non notiamo più, non riusciamo ad identificare con l’arte.Opera di Ghilardi_Verde+rosso+nero+arancione+azzurro

La bravura del nostro cicerone sta proprio nell’aver trovato un filo conduttore che unisce in un’unica storia tante opere custodite nelle sale del museo. Il narratore ti sommerge di parole, snocciola fatti storici, concomitanze di eventi e inanella, in una serie di incontri significativi, le varie personalità e i personaggi che animano la storia. Prima fra tutti la collezionista, Maria Cernuschi in Ghiringhelli, una sorta di Peggy Guggenheim italica, che assieme al marito Virginio (Gino), direttore della Galleria Il Milione di Milano, frequenta e promuove i più importanti artisti di avanguardia dell’epoca, sia italiani che europei: nella collezione troviamo infatti Bruno Munari, Osvaldo Licini, Lucio Fontana, Dadamaino, Piero Manzoni, solo per citarne alcuni. Di ognuno il nostro accompagnatore racconta una storia e la intreccia con quella successiva in un susseguirsi di circostanze impreviste ed episodi curiosi che risvegliano l’interesse di noi profani.

A quel punto il fatto che si arrivi a parlare di Raffaello, ma anche ovviamente di Warhol, e dei Rolling Stones o addirittura di Raffaella Carrà e, perché no, persino di Lady Gaga, non stupisce affatto, anzi è la riprova che nella vita tutto può essere messo in relazione, tutto si collega da un inizio ed una fine, e nel mezzo … i famosi sei gradi di separazione? chissà … fatto sta che il nostro narratore è coinvolgente e lo sguardo dubbioso con cui siamo entrati si trasforma piano piano in complice di questa avventura nella quale ci siamo tuffati. Esperienza da ripetere!!!

Per tutti i dettagli su ‘Croce & Delirio_Unconventional Visit si rimanda alla consultazione del nostro sito.

Francesca Mantegazza

I commenti sono chiusi.