Genova in 48 ore

Sia il famoso cantautore Ivano Fossati che lo scrittore Gustave Flaubert, hanno detto che Genova si vede solo dal mare… Ma esiste anche un altro modo per rimanere senza fiato davanti alla sua bellezza ed è ammirarla dall’alto.

Per questo ho deciso di cominciare a scoprire la città proprio dall’alto.

IMG_8980Nei pressi della stazione ferroviaria di Principe prendo l’ascensore Montegalletto: unico nel suo genere, unisce un percorso in orizzontale a uno verticale. Giunta in cima mi trovo davanti all’ingresso del parco di Castello D’Albertis, dove, oltre a trovare una piacevole zona verde, posso godermi la vista di Genova che si apre ai miei piedi. Il Castello D’Albertis oggi ospita il museo delle Culture del Mondo: costruito su un bastione del ‘500, è stata la dimora del capitano D’Albertis  e testimonia il fascino dei mondi lontani da lui visitati viaggiando per mare e per terra tra ‘800 e ‘900.

Scendo nuovamente verso il porto e mi dirigo alla Commenda di Pré. Questo è, secondo me, uno dei luoghi più suggestivi della Genova medievale; ogni volta che vi entro è come se fossi catapultata in un viaggio nel tempo. Il complesso fu creato dai Cavalieri Gerosolimitani (poi Cavalieri di Malta) allo scopo di fornire assistenza a pellegrini, mercanti e crociati provenienti dall’Europa settentrionale e orientale e diretti in Terra Santa. E’ costituito da due parti, la Chiesa di San Giovanni e l’edificio della Commenda: la chiesa, in stile romanico e in pietra squadrata, è su due livelli; si pensa che la chiesa superiore fosse riservata ai cavalieri e quella inferiore ai pellegrini. L’edificio della Commenda è suddiviso in tre livelli: all’ingresso, nella grande sala con alte colonne in pietra, un tempo destinata ad ospitare i letti addossati alla parete e dove ancora oggi sono visibili i ripiani utilizzati dai pellegrini per riporre i propri averi, si viene accolti dai personaggi che si sono susseguiti nel tempo all’interno di questo antico edificio.

Galata Museo del Mare, foto di Merlofotografia.com

Galata Museo del Mare, foto di Merlofotografia.com

Attraverso la strada ed entro in un altro luogo che mi porta anch’esso in una sorta di viaggio temporale: è Il Galata Museo del Mare, il più grande museo marittimo del Mediterraneo. La costruzione di vetro e acciaio, opera dell’architetto spagnolo Guillermo Vasquez Consuegra,  un tempo fu l’Arsenale della Repubblica di Genova dove venivano costruite, armate e varate le galee. Innovativo e tecnologico, mostra l’evoluzione della vita in mare attraverso i secoli, dalle galee ai transatlantici. Il percorso termina con una sezione dedicata all’emigrazione  italiana via mare e la recente immigrazione verso l’Italia e con la scuola dei sommergibilisti del Nazario Sauro che integra e prepara alla visita del sommergibile attraccato all’esterno del museo. Un’incantevole veduta del porto e del centro storico di Genova mi accoglie sulla terrazza panoramica MiraGenova.

Dopo una giornata di visite a luoghi storici e di cultura bisogna conoscere un altro aspetto di Genova: la sua cucina. Uno dei tanti modi è l’aperitivo! Un’occasione da non perdere per gustare alcune delle specialità genovesi in uno dei tanti locali storici, tipici o di tendenza del centro storico o ammirando il tramonto in riva al mare.

AperitivoE così come si è conclusa, così comincia un’altra giornata di visita con un must della gastronomia genovese: colazione con cappuccino e focaccia! Una curiosità per gustare al meglio la focaccia? Al “contrario”, ovvero con la parte superiore rivolta verso il basso, direttamente a contatto con le vostre papille gustative!

FocacciaDopo aver fatto il pieno di energia a colazione, mi addentro nella parte più antica del Centro Storico, quella Medioevale, spesso definita anche ‘Rive Gauche’ per la sua posizione a Levante rispetto a via San Lorenzo, considerata una sorta di spartiacque della città antica.

Parto da una delle chiese più antiche di Genova, San Donato. Autentico gioiello del romanico genovese, venne costruita tra il XI e il XIII secolo; al suo interno, in una cappella laterale, si trova un prezioso trittico a sportelli raffigurante l’Adorazione dei Magi del pittore fiammingo Joos Van Cleeve, del 1515 circa. Tratto distintivo della chiesa è la bellissima torre nolare in pietra dalla caratteristica forma ottagonale.

Chiesa di San DonatoRisalendo Stradone Sant’Agostino raggiungo un suggestivo complesso conventuale agostiniano del XIII secolo, che custodisce un autentico tesoro: il Museo di Sant’Agostino. E’ il principale museo di scultura della Liguria e ospita capolavori che vanno dall’alto Medioevo all’età moderna fra cui spiccano opere di Domenico Piola, Luca Cambiaso, Giovanni Pisano e Pierre Puget.

Proseguo il percorso addentrandomi negli stretti vicoli che conducono verso la collina di Castello, dove sorse il primo nucleo urbano della città. Lungo la via si incontrano i resti del complesso di Santa Maria in Passione, distrutta durante i bombardamenti della II Guerra Mondiale e che un tempo custodiva affreschi di Valerio Castello e Domenico Piola e opere di Gio Andrea Carlone, Lazzaro Tavarone, Andrea Ansaldo e Orazio De Ferrari.

Santa Maria in PassionePassando oltre giungo al complesso di Santa Maria di Castello costituito dalla monumentale basilica, il convento e il museo. Un complesso di straordinaria importanza storica, architettonica ed artistica di origine precedente al VII secolo e che al suo interno ospita opere di pregio fra cui il capolavoro di Giusto da Ravensburg, L’Annunciazione, dipinta nel 1451.

Santa Maria di Castello, foto di Flavio Addis (Instagram @photoflavio69)

Santa Maria di Castello, foto di Flavio Addis (Instagram @photoflavio69)

Poco lontano l’altissima Torre degli Embriaci, appartenuta a Guglielmo ‘Testa di Maglio’, conquistatore di Gerusalemme e Cesarea nell’XI secolo. E’ una delle pochissime torri famigliari rimaste, oltre che l’unica a cui fu permesso di restare alta più di 80 palmi dopo che, nel 1296, fu introdotto un regolamento che limitava la corsa delle famiglie alla torre più alta.

Torre EmbriaciFinalmente la meritata pausa pranzo! Per non rubare troppo tempo alla visita entro in una friggitoria o sciamadda, veri e propri ‘fast food’ alla genovese dove si prende il cibo e si porta via, o al massimo si consuma al bancone seduti sugli sgabelli. Pesciolini fritti, totanetti, le classiche acciughe o gli ancora più piccoli pignolini, da mangiare interi con le mani tipo popcorn.  O ancora frittelle di baccalà, frisceu (frittelle con verdurine) e le torte salate, dalla famosa Pasqualina di bietole o carciofi, alla torta di riso, e poi farinata e panissa… insomma c’è solo l’imbarazzo della scelta!

Sciamadda

Sciamadda

Botteghe Storiche

Botteghe Storiche

Concludo la visita con una piacevole e rilassante passeggiata fra caruggi e piazzette che custodiscono un altro prestigioso patrimonio tutto da scoprire, le Botteghe Storiche: sono numerose a Genova le botteghe antiche, che svolgono la loro attività da moltissimi anni. Caffetterie, pasticcerie, negozi che profumano di antichi sapori e possiedono arredi d’altri tempi e che producono i loro prodotti secondo le antiche ricette e in alcuni casi usando i macchinari del passato. Ancora un tuffo nel passato!

Due giorni ricchi di storia, arte e cultura. Un suggestivo viaggio tra i sapori e le antiche tradizioni della Superba!

Michela Dibiasi

I commenti sono chiusi.