La festa di San Giovanni

San Giovanni Battista è un santo diverso da tutti gli altri, la Chiesa cattolica lo considera l’ultimo profeta dell’Antico Testamento e il primo apostolo di Gesù e proprio per questo motivo è l’unico in tutto il calendario di cui si festeggia sia la data di nascita, il 24 giugno, che quella della morte, il 29 agosto. Ma è specialmente per la sua nascita terrena che a Genova (come in tante altre città italiane) si venera come Santo Patrono.
Anticamente la festa del Battista venne fissata sei mesi prima del Natale, nel giorno del solstizio d’estate a sostituzione di ricorrenze legate al culto pagano del sole. Per questo motivo i simboli connessi a questa festività sono emblematici e ci riportano a riti ancestrali di derivazione precristiana: acqua e fuoco, purificazione e luce. Nella Bibbia il Battesimo citato proprio da Giovanni menziona questi due elementi contrastanti: di sé egli dirà che battezzava con l’acqua, ma il Salvatore lo farà con lo Spirito Santo e col fuoco (Luca 3,16). Nelle raffigurazioni iconografiche del Santo il simbolo è tradizionalmente l’agnello e in sanscrito la parola agni significa fuoco. Da questi elementi nasce la tradizione di affiancare alle celebrazioni in suo onore fiaccole, fuochi e il mare.

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Il culto di San Giovanni Battista cominciò con l’avvento delle prime crociate quando i genovesi reperirono le  sue ceneri e le traslarono in città. Si narra che durante una tempesta i marosi si placarono per effetto della reliquia, tanto che il santo fu proclamato protettore del mare. La devozione al Santo cominciò a farsi sempre più fervente, vennero erette cappelle, edicole votive e presto si istituì la Confraternita di San Giovanni con il compito di accompagnare le reliquie al porto in caso di tempesta in mare.
Nel XIV secolo la Repubblica di Genova proclamò il santo come patrono di Genova, affiancandolo a San Giorgio, e istituendo una processione una volta all’anno da svolgersi la notte precedente: la processione in onore del Santo scendeva verso il porto attraversando i caruggi illuminati da torce poste sulle finestre delle case e successivamente, durante il cosiddetto Secolo d’Oro dei Genovesi, un editto invitava la popolazione a innalzare vere e proprie pire in onore del Santo: fu così che divenne consuetudine celebrare la notte della vigilia con i fuochi e questa tradizione dilagò presto su tutto il territorio ligure e persino nei possedimenti genovesi.

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Si trovano racconti circa festeggiamenti a Caffa (storico insediamento genovese sul Mar Nero), a Pera (l’attuale quartiere Beyoğlu a Istanbul); in molte località costiere liguri ancora oggi si celebra la festa accendendo lumini sulla spiaggia e lasciandoli galleggiare sul mare. A Genova, già nei secoli precedenti, vi era la tradizione che i giovani raccogliessero materiale combustibile di casa in casa per poi costruire cumuli posti nei greti dei torrenti (soprattutto nel Bisagno) da far bruciare in onore della festa, vinceva la gara il falò più imponente e spettacolare. Questa consuetudine era talmente radicata nelle tradizioni ancestrali di purificazione dagli spiriti maligni che per la Chiesa fu impossibile sradicarla, la trasformò in un rito sacro di elogio di Gesù per il Battista, definito lume che arde e risplende (Giovanni 5, 35). I fuochi diventarono così motivo di festeggiamenti in ogni piazza del centro storico e sulle alture della città.

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Anche quest’anno, in occasione della ricorrenza, la città si animerà già dalla sera del 23 giugno, con l’accensione del tradizionale Falò in Piazza Matteotti, il Ghost Tour  e il concerto del Lilith Festival dedicato a Roberta Alloisio, per poi proseguire – il giorno successivo – con la solenne e spettacolare processione dalla Cattedrale al Porto Antico. Il 24 giugno, infatti, alle ore 10.30 sarà celebrata la Santa Messa nella Cattedrale di San Lorenzo, dove alle ore 17.00 si terranno i Vespri, presieduti dal Cardinale Angelo Bagnasco, al termine dei quali partirà la solenne e spettacolare processione per la benedizione del mare e della città, dalla Cattedrale al Porto Antico.

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Francesca Mantegazza

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