Riflessioni su Genova

Mancavo da tanti anni. A Genova ci sono arrivato quando ero un cronista di belle speranze per affrontare la crisi dell’Italsider. Ci sono ritornato nel giorno della manifestazione dell’Ilva. Un segno? Non lo so. Certamente è l’esatta evidenza che questa città, negli anni, si è letteralmente trasformata. Mancavo da tanti anni ma il mio ritorno è stato di sorpresa e stupore.

Ho riscoperto una città che offre un centro storico medievale straordinario ed ho saputo che Genova, entrata nel 1992, nel panorama turistico italiano con le celebrazioni per il cinquecentesimo anniversario della scoperta dell’America, dal 2012 ha intrapreso un vero e proprio processo di trasformazione turistica che vede, oggi, importanti risultati ma che vede soprattutto una città in movimento, in continua ascesa verso un traguardo esponenziale.

Il mio ritorno a Genova è stato di sorpresa e stupore. Mi ha ricordato, ad un primo fuggevole sguardo, lo scudo di Achille descritto da Omero nell’Iliade o, se preferite, quello di Enea descritto da Virgilio nell’Eneide. La storia è questa: Achille si fa forgiare da Efesto uno scudo d’enormi proporzioni. E’ decorato. La decorazione è una lista che rappresenta tutti gli elementi del mondo conosciuto. Per descriverlo Omero impiega duecento versi. Dentro c’è il mare, il cielo, la terra, il sole. la luna, le costellazioni, due grandi città, un campo arato, un vigneto e il fiume Oceano.

C’è tutto il mondo. Ecco perché lo scudo di Achille mi ricorda Genova. Qui, in questa città, c’è tutto il mondo: arte, cultura, cielo, terra, cibo, mare e due città. Quella vecchia e quella nuova. Due facce della stessa medaglia. Una città dalla precisa identità ma piena di sfumature, come se fosse una donna gentile e rigorosa, determinata, senza essere arrogante. Ed è in questo modo, con gentilezza e rigore, che Genova ha iniziato a percorrere la strada del web, la lunga via del digitale, una via tortuosa e non semplice, ma assai affascinante. Una strada senza punto d’arrivo, da percorrere, lentamente o in velocità, ma da percorrere. Magari tenendo presente l’immagine del mago elegante e col cilindro sul punto di far comparire due o tre magnifiche colombe bianche. Noi spettatori ansiosi non sappiamo quando lo farà, ma sappiamo che da quel cilindro prima o poi quelle colombe compariranno. Sono il futuro di internet e del digitale. Noi sappiamo che le colombe compariranno con una magia, le vedremo comparire, ne siamo sicuri. Ecco quei secondi, quei pochissimi secondi che ci separano dalla visione delle colombe è il futuro del web, un futuro che conosciamo ma che dobbiamo guidare con saggezza.

Il mio ritorno a Genova mi ha fatto venire alla mente un libro pubblicato alcuni anni fa, a firma di Mauro Pecchenino, intitolato “Il poeta con la cinepresa” dedicato al regista Ermanno Olmi.  E’  stato automatico trasportare il poeta Olmi e il suo modo di raccontare gente e territori, per lo più contadini. E’ stato automatico pensare a Genova e a tutto il territorio che la circonda. Genova, lo dico ai genovesi, è una città poetica, di poesia, che si può raccontare con le immagini ma anche con le parole e non è un caso che questa città ha dato i natali a poeti e cantautori di grande fama che nel corso degli anni non hanno mai perso la loro territorialità.

Lo abbiamo già detto: Genova si affaccia sulla scena turistica italiana nel 1992 con le celebrazioni per il Cinquecentenario della scoperta dell’America. L’intuizione di cogliere quell’occasione per riaprire alla città l’area del Porto Antico è una svolta per la città e il tratto di Renzo Piano regala una qualità architettonica che porta la città immediatamente tra le aree urbane più interessanti, più belle dell’Europa.

Mi limito a dire che Genova è da sempre un palcoscenico naturale, (la prima volta che venni in questa città ebbi la sensazione netta di star seduto in platea), le iniziative sono spettacoli e momenti di visione e il pubblico, i turisti, i viaggiatori, sempre più numerosi, sembrano apprezzare totalmente. Soprattutto il suo straordinario e artistico Centro Storico, il più vasto in Europa e nel Mondo. “In quell’aria spessa carica di sale, gonfia di odori”, cantava De Andrè della città vecchia.

Una delle piacevoli scoperte che ho fatto venendo dopo tanti anni a Genova è “Genova gourmet”, marchio ideato e garantito dalla Camera di commercio di Genova per riconoscere i ristoranti di qualità che realizzano piatti della tradizione preparati con prodotti certificati dal territorio. Di sera, con alcuni amici, sono andato  “Al Veliero”, nel cuore del centro storico e, credo di aver mangiato il pesto più buono di Genova che vuol dire di tutto il mondo. Ecco il futuro secondo il mago elegante col cilindro. Conservare e tutelare i prodotti della tradizione. Un piede nel passato per vivere il presente, prossimo e immediato futuro.

In questa città “nascono fiori dove si cammina”. Sarà bene non calpestarli. Infine sul web, così importante per lo sviluppo del turismo di questa città. Tutti i processi in atto vanno affrontati con determinazione e razionalità. Ma anche con un pizzico di ironia. Il comico Corrado Guzzanti nel celebrare internet e la  possibilità di veicolare un numero enorme di informazioni in un microsecondo, sosteneva: “ Mettiamo che io mi metta in contatto con un aborigeno nella parte opposta del pianeta, è magnifico. Ma il problema è: ABORIGENO ma io e te che se dovemo di‘?

Giovanni Scipioni, giornalista, scrittore, già direttore di Viaggi di Repubblica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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